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Agenda Digitale sul sito di Fare Futuro

Scritto da il 03 Feb, 2011, nella categoria Rassegna

FF Web Magazine dedica un bell'articolo di Federica Colonna sulla nostra iniziatica che riportiamo integralmente:

Un tempo era la classe operaia, motore alquanto mobile dell’era industriale, ad andare in Paradiso, oggi sono i lavoratori digitali, connessi. Qualcuno l’ha capito, qualcun altro, come un ampio pezzo della politica italiana, meno. Eppure i dati parlano chiaro e raccontano un mondo connesso che investe, produce, crea reddito: la internet economy supera i 10.000 miliardi di dollari, nel Regno Unito vale oggi il 7,2% del Pil, più del settore sanitario, la Spagna ha l’obiettivo di arrivare a 150 brevetti annui nel settore per un milione di abitanti. Noi italiani, invece, scontiamo un ritardo e un falso mito produttivo, arranchiamo aggrappati alla illusoria contrapposizione tra l’economia vera, manifatturiera e meccanica, e quella falsa, poco definibile, digitale. Una convinzione punitiva sul piano economico, sociale, politico. C’è bisogno di darsi una mossa se la Gran Bretagna ha sviluppato il piano Digital Britain, la Germania il Digital Deutschland 2015, la Francia il rapporto strategico Investir pour l’avenir. Obama, poi, ha nominato per la prima volta il direttore dell’informatica e delle telecomunicazioni, un chief information officer federale.

Da noi, per non morire d’eterno presente o, peggio, passato, è il tempo di un serio, fondamentale, appello: «Chiediamo, entro 100 giorni, la redazione di proposte organiche per un’Agenda Digitale per l’Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su

questo tema».

Ecco il succo del progetto Agenda Digitale, sottoscritto da più di ottomila aderenti, un numero in costante e quotidiana crescita, tra cui Luca De Biase, Gianluca Dettori, Oscar Giannino, Riccardo Luna, Massimiliano Magrini, Gianluca Nicoletti, Massimo Melica. Insomma, gente che se ne intende e, insieme, tanti cittadini, sempre di più, convinti, giustamente, che un


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